A GENNAIO-Tracagnotti con fondente e mandorle

Per il 2014 godocoldolce.it propone un secondo calendario goloso con 1 ricetta al mese per le 12 rubriche del sito. Ricette originali, di cui siamo gli unici depositari, da scoprire online e da gustare attraverso le fotografie, durante tutto l’anno.

A Gennaio prendiamo la rincorsa con l’antica preparazione di Pane e casë per la rubrica #DOLCI DA INZUPPO, presentiamo i Tracagnotti con fondente e mandorle. Biscotti senza burro, bassi e tozzi, dal gusto genuinamente casalingo, nei quali si mischiano la sapienza artigianale della Puglia, da cui arriva la ricetta, e l’inconfondibile bontà del cioccolato.

Adatti all’inzuppo, prendono sapore se bagnati in caffè o latte macchiato.

Tracagnotti con fondente e mandorle_fotografie Cristina Principale

Tracagnotti con fondente e mandorle_fotografie Cristina Principale

Per 1 kg di Tracagnotti:

1 kg di farina di grano tenero

2 confezioni da 75 grammi di cacao amaro in polvere

8 uova intere

600 grammi di zucchero

la scorza di 1 limone non trattato (è possibile controllarlo all’acquisto)

250 grammi di mandorle tostate e tritate

250 grammi di cioccolato fondente 70%

2 bustine di vanillina

2 tazzine di caffè

2 cucchiai di limoncello

2 bustine di lievito

Preparazione

Disporre la farina e il cacao amaro su una spianatoia da impasto, creando una cortina di polvere in cui lasciar scivolare le uova intere, lo zucchero e la scorza grattugiata del limone, mescolando con vigore. Impastare aggiungendo la vanillina e il trito di mandorle. Irrorare con il caffè ristretto, 2 cucchiai di limoncello e i pezzi di cioccolato fondente; chiudere l’impasto aggiungendo infine il lievito. Tagliare la pasta in parti uguali da stendere con un mattarello, ritagliando poi i biscotti della forma preferita. Oppure più facilmente, lavorare la pasta creando un lungo unico pezzo cilindrico, ritagliando con un coltello non seghettato i biscotti in senso diagonale, di modo da preparare tanti rombi da cuocere per 20 minuti in forno caldo a 180° su una placca rivestita di carta da forno infarinata, controllandone la cottura attraverso il colore (non dovrebbero imbrunirsi troppo).

Una volta sfornati, si raccomanda di farli asciugare all’aria su una canovaccio asciutto finché non saranno freddi. Conservare in buste da freezer o in contenitori di latta chiusi ermeticamente (qualora si riesca a non inzupparli tutti alla prima occasione!).

Ad maiora

Domani inizio la dieta

“Domani inizio la dieta” è quello che mi dico ogni domenica mattina. Appena sveglia, finalmente con qualche ora di sonno in più, davanti al mio latte e caffè, mi guardo il rotolino di pancetta che mi saluta da sotto il pigiama e lo penso: “Domani inizio la dieta”. Poi la giornata comincia e la domenica pomeriggio, anche se ci sono sempre tantissime cose da fare e da scrivere, non riesco a non dedicarmi il mio momento di relax. E allora vado su internet e inizio a sbirciare le ricette dei dolci. Quelle che mi piacciono di più sono quelle con difficoltà bassa. Non richiedono troppo impegno, sono veloci e sono il miglior sistema che conosca per liberarmi la mente da qualsiasi pensiero. Posiziono il mio tablet proprio lì accanto al ripiano di legno e lo metto in piedi come un leggio. Beata tecnologia!

E inizio a preparare gli ingredienti: 230 gr. di cioccolato fondente ; 200 gr. di cioccolato al latte da tritare a pezzettini; 120 gr. di burro, una bustina di lievito per dolci di cui userò solo un terzo, un pizzico di sale, 3 uova, 150 gr. di zucchero e l’immancabile vanillina.

Inizio dalla parte migliore e sciolgo il cioccolato a bagnomaria. Taglio il burro a cubetti per lasciarlo ammorbidire a temperatura ambiente ed unirvi lo zucchero e la vanillina fino ad ottenere un composto chiaro e cremoso. Uso la frusta e continuo a sbattere aggiungendo due uova intere e un tuorlo. Ora che il cioccolato fuso si è intiepidito posso aggiungerlo al composto insieme al sale. Unisco la farina e il lievito e per ultimo il cioccolato al latte ridotto in piccoli cubetti. Con cura, su una teglia ben coperta con carta da forno inizio a disporre le mie invitanti cucchiaiate di impasto da cuocere in forno ventilato già caldo a 180°, per circa 15-20, quando l’odore inebriante del cioccolato inizierà a profumare la casa. Il risultato sono dei bei biscotti doppio cioccolato da circa 8-9 centimetri di diametro. E per fortuna bisogna fare più infornate per utilizzare tutto il composto, altrimenti sarebbero già finiti.

Guardo di nuovo quel rotolino, guardo i biscotti e decido di invitare tutti i miei amici a casa per il tè. Bisogna finirli oggi, perché domani inizio la dieta!

Double Chocolate Crisps_fotografia di Daria D'Acquisto

Double Chocolate Crisps_fotografia di Daria D’Acquisto

 

 

 

Biscotti ambrosiani

Milano 1 novembre, l’agio della festività ha ispirato il profumo di biscotti semplici che ricordano la genuinità della mollica di pane.

biscotti ambrosiani_fotografie Cristina Principale

 La nonna consigliava:

500 grammi di farina di grano tenero
2 uova intere
100 grammi di burro a temperatura ambiente
200 grammi di zucchero
1 bustina di lievito vanigliato
250 ml di latte
50 grammi di cacao amaro
1 tazzina di caffè

e aromi profumati come
la scorza di 1 limone
e un pizzico di cannella

Massaggiare insieme la farina, lo zucchero e il burro con le uova ed il latte, aggiungendo a poco a poco la farina che serve per rendere la pasta liscia e soda, in cui mescolare il lievito.
Ad una metà dell’impasto aggiungere il caffè e il cacao, entrambi amari.

Preriscaldare il forno lentamente, mentre si stendono i due dischi di impasto, l’uno bianco, l’altro colorato, da arrotolare in un lungo tronchetto bicolore.
Affettare semplicemente.

Si aggiungano volendo granelli di zucchero o un sottile strato di crema di nocciole.

Infornare per 20 minuti a 180°, godendo – nella breve attesa – del calore del forno e del latte in cui inzuppare i biscotti appena pronti…(non servirà il cucchiaino)!

Ad maiora

Il TERZO SAPORE secondo Godo

A proposito del gustoso post di Aroma sul TERZO SAPORE vorrei aggiungere che…

come già ricordato da Cristina il termine – molto elegante nell’allusione – si riferisce all’interazione fra sostanze, all’attrazione fra gusti che ‘non possono stare da soli’. Infatti il quark è una particella elementare che partecipa a legami forti, tanto che in natura i quark non esistono isolati ma solo uniti in particelle composte come protoni e neutroni. E dato che il termine charming significa ‘piacevole’, ‘fascinoso’, ‘dal potere magico’… ci potremmo prendere la libertà di tradurlo come ‘particella godevole’ derivante da un’interazione magica fra elementi diversi. Cioè il famoso terzo sapore di cui, provincialismi a parte, noi italiani possiamo considerarci a buon diritto gli inventori, essendo questa tendenza a mescolare, abbinare, una nostra antica caratteristica culturale. Non siamo del resto il popolo più meticcio del mediterraneo? Ad esempio, il terzo sapore del cappuccino chi l’ha inventato?

Non vi dico cosa faccio quando entro in una pasticceria che fa servizio bar… sono in grado di affogare nel caffè qualunque tipo di pasta, frutta esclusa.

Il Terzo sapore del cappuccino_Andrea Marzi

 

Sono quindi molto grato ad Aroma perché d’ora in poi se una bella signora mi chiederà quali sport pratico potrò rispondere: “… un po’ di tennis e di ciclismo ma il mio sport preferito è il quark charming!”

Godo

Sabor de España

churros spagnoli

Quando si passeggia per le strade di Madrid d’inverno, tra i mercatini di natale e le luci, è impossibile non lasciarsi sopraffare dall’odore dei churros appena fritti in una delle tante bancarelle che li preparano al momento, ben caldi e pronti per essere intinti nella cioccolata calda. Questo tipico dolce nazionale spagnolo, preparato con pochi e semplici ingredienti, è ottimo per riscaldare le mani, il palato e anche il cuore.
Una volta messo a bollire mezzo litro di acqua con un paio di cucchiai di olio e un pizzico di sale, è necessario prendersi cura della farina bianca (400 gr.), da setacciare e mescolare con una bustina di lievito istantaneo. Non appena l’acqua sia giunta a ebollizione, spento il fuoco, sarà necessario con velocità stemperare la farina nell’acqua, e mescolare fino ad ottenere un composto omogeneo e senza grumi . E ora il tocco finale: per dare la tipica forma ai churros, utilizzare una tasca da pasticcere con punta a stella o, meglio ancora, una churrera. Fritti in olio alto bollente, vanno serviti ancora caldi, spolverati di zucchero a velo e tuffati in una tazza di cioccolata calda oppure ricoperti di cioccolato fuso e lasciati raffreddare.
Se non vi spaventano le code, però, molto meglio una breve fuga nella ispanica capitale per gustarli nella cioccolateria più tipica, quella di San Gines!

churros a San Gines