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Per chi resiste a tutto tranne ai dolci Blog goloso dal 2009 · Bologna & Pesaro
Godo col viaggio

Sorprese abruzzesi

Il procedimento segreto per preparare i tarallucci abruzzesi si scopre per discendenza, osservando qualcuno che abbia osservato qualcuno a sua volta

di Cristina Principale · · foto di Cristina Principale · 1 min di lettura

Ho scoperto che la dote più spiccata del goloso è la curiosità, con la quale continuare a stupirsi anche dopo anni di esperienze sensoriali; e sulla base di questa consapevolezza vi presento il suggerimento dell’amico abruzzese che si presenta con il nome Diego eGodi, che propone uno sguardo nuovo sui tarallucci, detti anche cellipieni o uccelletti di antica memoria. Come sostiene Godo siamo grati a chi usa sapienza nel preparare dolci e nel saperli esportare:

La pasta di queste caramelle è a base di vino bianco, olio extravergine d’oliva e farina quanto basta per ottenere una consistenza morbida ma non appiccicosa, appena addolcita da un pugno di zucchero. Il ripieno non dovrà essere mai troppo umido o troppo secco, dentro ci si  troverà un mondo: immancabile la marmellata d’uva (preparata rigorosamente dopo la vendemmia), scaglie di cioccolato fondente, mandorle e noci abbrustolite e tritate.

Gli aromi quelli del giardino di casa: scorza di arancio e limone; il tocco esotico lo daranno la cannella e il caffè in polvere.

Sorprese abruzzesi

Tutto il resto si imparerà osservando qualcuno che abbia osservato qualcuno a sua volta prepararli..

il gesto rituale e amorevole di preparare una piccola sfoglia per volta;

la giusta quantità di ripieno e la tecnica per chiuderlo affinchè non si apra;

la cura nel disporre ogni taralluccio sulla placca da forno e il tempo di cottura.

Per qualcuno la pasta deve restare bianca, per qualcun altro appena colorita. Lo zucchero, a velo o no, spolvererà infine questi piccoli capolavori.

ad maiora

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